Timer e programmatori per luci e prese: quali puoi usare da solo
In breve: I timer e programmatori da presa, meccanici, digitali o Wi-Fi, sono sicuri da usare in autonomia: si inseriscono in una presa esistente e si programmano. Richiedono invece un elettricista abilitato i timer da quadro su guida DIN, quelli da incasso al posto di interruttori e qualsiasi programmatore cablato all'impianto.
La famiglia dei timer: chi è innocuo e chi no
Vuoi la lampada che si accende al tramonto quando sei in ferie, o lo scaldasalviette che parte mezz'ora prima della doccia. I timer e programmatori per luci e prese esistono da decenni e la varietà confonde: da quello meccanico con la ghiera a rotelline fino al modulo che vive nel quadro elettrico. La linea di confine per il fai-da-te è una sola: dove si installa.
Se si inserisce in una presa già esistente, come una spina qualsiasi, è territorio tuo. Se invece va cablato, dentro una scatola, dietro un interruttore o sulla guida del quadro, ci sono conduttori a 230 volt di mezzo e il lavoro passa all'installatore abilitato.
I timer da presa: come sceglierli e usarli bene
Nella categoria fai-da-te hai tre opzioni, ognuna con il suo carattere:
- Meccanico a rotelline: economico e indistruttibile, programma a passi di 15 o 30 minuti. Ticchetta leggermente e perde l'orario se manca la corrente.
- Digitale da presa: programmi settimanali, batteria tampone che ricorda l'ora dopo i blackout, passi al minuto. Ottimo rapporto qualità prezzo.
- Presa smart Wi-Fi: si programma dall'app, cambia orari anche da fuori casa e simula la presenza con accensioni casuali. Serve però una rete Wi-Fi stabile.
- In tutti i casi controlla la portata in watt o ampere sul retro: per lampade e piccoli carichi qualsiasi modello va bene, per stufe e carichi che scaldano serve margine.
- Evita di montare il timer su ciabatte o riduttori in cascata: ogni passaggio in più è un punto che può scaldare.
Quando il programmatore giusto sta nel quadro
Per alcune cose il timer da presa è una toppa: lo scaldabagno collegato fisso, le luci del giardino, la pompa dell'autoclave, l'irrigazione. Lì la soluzione pulita è un interruttore orario modulare montato nel quadro elettrico sulla guida DIN, oppure un timer da incasso al posto di un interruttore, per esempio per lo scaldasalviette del bagno.
Questi componenti vanno cablati sull'impianto: scelta della portata, eventuale contattore per i carichi grossi, collegamenti nel quadro. In Italia è lavoro da installatore abilitato secondo il DM 37/08, e non è il caso di aggirarlo: un timer sottodimensionato che comanda uno scaldabagno è un classico degli interventi d'urgenza.
Il lato buono: sono interventi rapidi e non costosi, e un timer sullo scaldabagno elettrico è tra le poche spese che si ripagano davvero in bolletta nel giro di pochi mesi.