Ciabatte, prolunghe e sovraccarichi · Fai-da-te facile

Prolunghe elettriche: come usarle in sicurezza in casa e all'esterno

Pubblicata il 7 agosto 2026 · A cura della redazione di Il Miglior Elettricista

In breve: Per usare le prolunghe elettriche in sicurezza scegli un modello certificato adatto al carico, svolgi sempre tutto il cavo con gli apparecchi che scaldano e non farla diventare una soluzione fissa. All'esterno servono prolunghe con grado di protezione adatto (IP44 o superiore), tenute lontane da acqua e passaggi.

Scegliere la prolunga giusta prima di tutto

Il tagliaerba parte, la prolunga del garage arriva giusta giusta, e a metà lavoro il cavo è tiepido. La maggior parte dei problemi con le prolunghe nasce lì: si usa quella che c'è, non quella adatta. Le informazioni che contano sono due e stanno sull'etichetta: la corrente massima (10 o 16 ampere, cioè circa 2300 o 3500 watt) e la sezione del cavo. Per attrezzi da giardino e carichi importanti servono 16 ampere e un cavo da almeno 1,5 millimetri quadrati di sezione.

Anche la lunghezza ha un peso: più il cavo è lungo, più tensione si perde per strada, e un motore alimentato male si scalda e soffre. Se puoi scegliere, prendi la prolunga più corta che copre la distanza reale, non la più lunga del negozio.

Le regole d'oro dentro casa

In casa la prolunga è una soluzione temporanea per definizione. Gli errori tipici sono sempre gli stessi:

  • Cavo avvolto sotto carico: una prolunga arrotolata con la stufetta attaccata trattiene il calore. Con apparecchi sopra i 1000 watt va svolta completamente.
  • Cavo sotto tappeti o dietro le porte: il calore non si smaltisce e il passaggio continuo consuma la guaina senza che tu lo veda.
  • Prolunga come impianto fisso: se un apparecchio vive da mesi attaccato a una prolunga che attraversa la stanza, quella non è più una prolunga, è una presa che manca.
  • Giunzioni improvvisate: nastro isolante su un cavo lesionato o prolunga più ciabatta più adattatore. Ogni giunzione è un punto che può scaldare.
  • Carichi che scaldano: ferro da stiro, forno portatile e stufette meritano la presa a muro, non un cavo volante da pochi euro.

All'esterno le regole cambiano

Fuori casa entra in gioco l'acqua, e con l'acqua non si scherza. La prolunga da esterno deve avere un grado di protezione almeno IP44 (lo trovi stampato sulla presa) e una guaina in gomma pesante, non il cavetto piatto da comodino. Le connessioni tra spina e presa non devono mai stare appoggiate a terra dove può formarsi una pozzanghera: meglio sollevarle o proteggerle.

Un paio di abitudini fanno la differenza: srotola tutto il cavo prima di iniziare, controlla la guaina a ogni uso (il sole e il gelo la induriscono e la creperanno prima o poi) e a fine lavoro riponi la prolunga all'asciutto. Se in giardino o sul terrazzo usi corrente spesso, la strada seria è far installare una presa da esterno protetta, su una linea col suo differenziale: è un lavoro da elettricista abilitato, non da fai-da-te.

Domande frequenti

Cosa significa la sigla IP44 su una prolunga da esterno?

Indica il grado di protezione contro corpi solidi e spruzzi d'acqua. IP44 protegge dagli spruzzi da qualsiasi direzione ed è il minimo sensato per l'uso all'aperto. Non significa che la presa possa stare immersa o sotto pioggia battente: le connessioni vanno comunque riparate.

Posso lasciare una prolunga collegata fuori tutto l'anno?

Meglio di no. Sole, gelo e umidità degradano guaina e contatti anche nei modelli da esterno, e una connessione che passa l'inverno in una pozzanghera diventa una dispersione garantita. Per un'alimentazione permanente all'aperto serve un'installazione fissa fatta da un professionista.

Perché il tagliaerba perde potenza con la prolunga lunga?

Su cavi lunghi e di sezione piccola una parte della tensione si perde lungo il percorso, e il motore riceve meno di quanto gli serve. Il risultato è meno potenza e più calore. Con una prolunga da 25-50 metri scegli una sezione di almeno 1,5 millimetri quadrati, meglio 2,5 per attrezzi energivori.

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