Prolunghe elettriche: come usarle in sicurezza in casa e all'esterno
In breve: Per usare le prolunghe elettriche in sicurezza scegli un modello certificato adatto al carico, svolgi sempre tutto il cavo con gli apparecchi che scaldano e non farla diventare una soluzione fissa. All'esterno servono prolunghe con grado di protezione adatto (IP44 o superiore), tenute lontane da acqua e passaggi.
Scegliere la prolunga giusta prima di tutto
Il tagliaerba parte, la prolunga del garage arriva giusta giusta, e a metà lavoro il cavo è tiepido. La maggior parte dei problemi con le prolunghe nasce lì: si usa quella che c'è, non quella adatta. Le informazioni che contano sono due e stanno sull'etichetta: la corrente massima (10 o 16 ampere, cioè circa 2300 o 3500 watt) e la sezione del cavo. Per attrezzi da giardino e carichi importanti servono 16 ampere e un cavo da almeno 1,5 millimetri quadrati di sezione.
Anche la lunghezza ha un peso: più il cavo è lungo, più tensione si perde per strada, e un motore alimentato male si scalda e soffre. Se puoi scegliere, prendi la prolunga più corta che copre la distanza reale, non la più lunga del negozio.
Le regole d'oro dentro casa
In casa la prolunga è una soluzione temporanea per definizione. Gli errori tipici sono sempre gli stessi:
- Cavo avvolto sotto carico: una prolunga arrotolata con la stufetta attaccata trattiene il calore. Con apparecchi sopra i 1000 watt va svolta completamente.
- Cavo sotto tappeti o dietro le porte: il calore non si smaltisce e il passaggio continuo consuma la guaina senza che tu lo veda.
- Prolunga come impianto fisso: se un apparecchio vive da mesi attaccato a una prolunga che attraversa la stanza, quella non è più una prolunga, è una presa che manca.
- Giunzioni improvvisate: nastro isolante su un cavo lesionato o prolunga più ciabatta più adattatore. Ogni giunzione è un punto che può scaldare.
- Carichi che scaldano: ferro da stiro, forno portatile e stufette meritano la presa a muro, non un cavo volante da pochi euro.
All'esterno le regole cambiano
Fuori casa entra in gioco l'acqua, e con l'acqua non si scherza. La prolunga da esterno deve avere un grado di protezione almeno IP44 (lo trovi stampato sulla presa) e una guaina in gomma pesante, non il cavetto piatto da comodino. Le connessioni tra spina e presa non devono mai stare appoggiate a terra dove può formarsi una pozzanghera: meglio sollevarle o proteggerle.
Un paio di abitudini fanno la differenza: srotola tutto il cavo prima di iniziare, controlla la guaina a ogni uso (il sole e il gelo la induriscono e la creperanno prima o poi) e a fine lavoro riponi la prolunga all'asciutto. Se in giardino o sul terrazzo usi corrente spesso, la strada seria è far installare una presa da esterno protetta, su una linea col suo differenziale: è un lavoro da elettricista abilitato, non da fai-da-te.