Batteria di accumulo domestica: i problemi di sicurezza da considerare
In breve: Una batteria di accumulo domestica installata a regola d'arte è sicura, ma va presa sul serio: le celle al litio non tollerano caldo estremo, urti e umidità, e il collegamento all'impianto richiede un installatore abilitato. I punti critici sono la scelta del locale, la ventilazione e la qualità dell'installazione, non la batteria in sé.
Di cosa parliamo quando parliamo di rischio
La scena tipica: l'impianto fotovoltaico c'è già, arriva il preventivo per la batteria e a cena qualcuno chiede "ma non è che poi prende fuoco?". Domanda legittima, risposta onesta: gli incendi da accumulo domestico sono eventi rari, ma le batterie al litio hanno una caratteristica loro. Se una cella si danneggia gravemente può innescare il cosiddetto runaway termico, una reazione che si autoalimenta e che è difficile da spegnere.
Per questo la sicurezza non si gioca sul "se" ma sul "come": come è fatta la batteria, dove viene messa e chi la collega. Un prodotto certificato, in un locale adatto, installato da un professionista, riduce il rischio a livelli paragonabili a quelli di qualsiasi altro elettrodomestico importante.
Dove metterla: il locale conta più di quanto pensi
La posizione è la decisione di sicurezza più importante, ed è anche quella su cui il cliente ha voce in capitolo. Le indicazioni che un buon installatore darà quasi sempre:
- Niente esposizione diretta al sole né locali che d'estate diventano forni: il caldo accelera l'invecchiamento delle celle e i sistemi di protezione lavorano peggio.
- Niente ambienti umidi o soggetti ad allagamento: la cantina che ogni tanto si allaga è il posto sbagliato.
- Spazio libero attorno per la ventilazione, secondo le distanze indicate dal produttore: la batteria non è un mobile su cui appoggiare gli scatoloni.
- Lontano dalle vie di fuga: meglio non piazzarla accanto all'unica porta di uscita del garage o sul pianerottolo.
- Fissaggio a parete o a pavimento come da manuale: un accumulo pesa parecchie decine di chili e non deve poter cadere.
I segnali d'allarme e cosa fare (e non fare)
Una batteria in salute non fa notizia: niente odori, niente rumori strani, temperature normali al tatto sul mobile esterno. I segnali che invece devono farti alzare dalla sedia sono odore chimico pungente o dolciastro, rigonfiamenti visibili dell'involucro, fischi o sibili, fumo anche leggero, calore anomalo.
In quel caso non aprire nulla, non scollegare cavi e non provare a spostare la batteria. Se il sistema ha un interruttore di emergenza esterno indicato dall'installatore, usalo; poi allontana le persone, chiama i vigili del fuoco se c'è fumo e avvisa l'installatore. Con il litio l'acqua del secchio non risolve, e mettersi a trafficare vicino a una batteria in crisi è il modo migliore per farsi male.
Il resto della sicurezza è prevenzione noiosa ma efficace: far installare il sistema da un'impresa abilitata con dichiarazione di conformità (DM 37/08), tenere aggiornato il firmware quando il produttore lo prevede e far dare un'occhiata all'impianto ogni due o tre anni.