Bonus ristrutturazione: quali lavori elettrici e fotovoltaici rientrano?
In breve: Nel bonus ristrutturazione possono rientrare il rifacimento e la messa a norma dell'impianto elettrico, l'installazione di fotovoltaico e batteria di accumulo e gli interventi connessi, se eseguiti da installatori abilitati con dichiarazione di conformità e pagati con bonifico parlante. Aliquote e regole cambiano spesso: verifica sempre la situazione aggiornata con un CAF o un commercialista.
Quali lavori elettrici possono rientrare nella detrazione
Il preventivo per rifare l'impianto è sul tavolo della cucina e la cifra fa riflettere: la domanda su cosa si possa recuperare con le detrazioni arriva subito dopo. La buona notizia è che gli interventi sull'impianto elettrico rientrano storicamente tra quelli agevolabili con il bonus ristrutturazione, quando si tratta di veri interventi sull'impianto e non di semplici sostituzioni estetiche.
In linea generale possono rientrare: il rifacimento completo o parziale dell'impianto, la messa a norma documentata (nuovo quadro con differenziali, messa a terra, adeguamento alle norme CEI 64-8), l'aggiunta di linee e punti in un contesto di adeguamento. La sostituzione di una singola placca rotta, da sola, no: è manutenzione ordinaria. Il confine tra i casi passa dai documenti, ed è per questo che la pratica va impostata bene fin dall'inizio.
Fotovoltaico e accumulo: un capitolo a parte
L'installazione di pannelli fotovoltaici per l'abitazione e della batteria di accumulo è stata a lungo agevolabile con il bonus ristrutturazione, in quanto intervento finalizzato al risparmio energetico. Nella pratica questo ha permesso di detrarre una parte significativa della spesa di impianto, accumulo e opere connesse, spalmata in più anni sulla dichiarazione dei redditi.
Qui però serve la massima cautela: aliquote, massimali e requisiti delle detrazioni vengono ritoccati quasi ogni anno con la legge di bilancio, e le regole valide quando leggi questa guida potrebbero non essere quelle in vigore quando firmi il preventivo. Prima di contare sul recupero fiscale, fai verificare il tuo caso specifico a un CAF o a un commercialista, con date e importi alla mano. È una telefonata che può valere migliaia di euro.
Le condizioni pratiche che fanno la differenza
A prescindere dall'aliquota del momento, ci sono requisiti che tornano sempre e che conviene rispettare fin dal primo giorno:
- Impresa abilitata: i lavori elettrici e fotovoltaici devono essere eseguiti da installatori con i requisiti del DM 37/08, che rilasciano la dichiarazione di conformità. Senza quella, oltre al problema di sicurezza, la detrazione traballa.
- Bonifico parlante: il pagamento va fatto con l'apposito bonifico per detrazioni fiscali, con causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa. Un pagamento normale può far perdere il beneficio.
- Fatture intestate correttamente: a chi sostiene la spesa e chiederà la detrazione.
- Comunicazioni e pratiche: per il fotovoltaico servono anche la pratica di connessione col distributore e le eventuali comunicazioni comunali; l'installatore serio le gestisce lui.
- Conservare tutto: fatture, bonifici, dichiarazione di conformità e pratiche vanno tenuti per anni, perché i controlli possono arrivare dopo.