Contatore che scatta ma il salvavita no: cosa significa?
In breve: Se scatta il contatore ma il salvavita no, nella maggior parte dei casi stai superando la potenza prevista dal contratto: troppi apparecchi accesi insieme. Il contatore stacca per supero di potenza, non per dispersione. Riduci i carichi e riarma. Se succede anche con pochi apparecchi accesi, serve una verifica dell'impianto o del contatore.
Perché stacca il contatore e non il quadro di casa
Lavatrice avviata, forno in preriscaldamento, poi qualcuno accende il phon. La corrente se ne va, corri al quadro e le levette sono tutte su. Il colpevole è fuori, nel contatore sul pianerottolo o nel vano scale: è lui che ha staccato.
Il contatore elettronico ha un limitatore interno che controlla la potenza prelevata. Se il tuo contratto è da 3 kW, puoi superarli un po' e per un tempo limitato (in genere il contatore tollera fino a circa il 10% in più a lungo, e superi maggiori per pochi minuti), poi interrompe la fornitura. Il salvavita non c'entra nulla: lui guarda le dispersioni, e qui non ce ne sono. Ecco perché resta su.
Cosa fare subito per riavere la corrente
La procedura è semplice e non richiede attrezzi:
- Spegni o stacca gli apparecchi più energivori: forno, lavatrice, lavastoviglie, stufette, asciugacapelli, condizionatore.
- Vai al contatore e riarma l'interruttore, la levetta o il pulsante a seconda del modello. Su molti contatori elettronici bisogna attendere qualche istante prima che accetti il riarmo.
- Se non riparte al primo colpo, aspetta un minuto e riprova: alcuni modelli impongono una pausa dopo il distacco.
- Riaccendi gli apparecchi con criterio, evitando di far ripartire tutto insieme.
Se succede spesso, il problema è di dimensionamento (o di guasto)
Un distacco ogni tanto, quando esageri con gli elettrodomestici, è normale amministrazione: la soluzione è organizzarsi, per esempio lavatrice di giorno e lavastoviglie la sera. Ma se il contatore stacca in continuazione con un uso normale, le spiegazioni possibili sono due, e meritano attenzione.
La prima: la potenza del contratto non basta più alle tue abitudini. Con piano a induzione, condizionatori o auto elettrica in carica, i 3 kW storici vanno stretti. L'aumento di potenza si chiede al fornitore, ma prima conviene far verificare da un elettricista che l'impianto e il quadro siano adeguati a reggerla: su impianti datati non è scontato.
La seconda: qualcosa assorbe più del dovuto. Una resistenza dello scaldabagno incrostata o un motore in sofferenza possono consumare molto più del normale prima di guastarsi del tutto. Se i distacchi sono comparsi all'improvviso senza che le tue abitudini siano cambiate, questo è il sospetto principale. La misura degli assorbimenti si fa con una pinza amperometrica ed è lavoro da tecnico.