Conformità e normative · Da professionista

Dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico: quando serve?

Pubblicata il 7 agosto 2026 · A cura della redazione di Il Miglior Elettricista

In breve: La dichiarazione di conformità dell'impianto elettrico (DiCo) è il documento che l'impresa installatrice abilitata rilascia obbligatoriamente a fine lavori, attestando che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte secondo il DM 37/08. Serve a ogni nuovo impianto, ampliamento o manutenzione straordinaria, e va conservata: la chiedono per compravendite, allacci e assicurazioni.

Cos'è la DiCo e quando deve essere rilasciata

L'elettricista finisce il lavoro, riordina gli attrezzi, ti saluta. E qui molti proprietari commettono l'errore che pagheranno anni dopo: non chiedere il pezzo di carta. La dichiarazione di conformità non è un extra a pagamento né un favore: è un obbligo dell'impresa previsto dal DM 37/08 per ogni installazione nuova, trasformazione, ampliamento e manutenzione straordinaria dell'impianto elettrico.

Tradotto in casi concreti: rifacimento dell'impianto, ovvio, ma anche l'aggiunta di prese o punti luce, la sostituzione del quadro, una nuova linea per il condizionatore o la wallbox. Restano fuori solo le manutenzioni ordinarie, come sostituire una lampadina o un frutto identico a quello esistente nell'ambito della normale conservazione dell'impianto. Nel dubbio, la domanda da fare all'installatore è semplice: per questo lavoro mi rilasci la DiCo?

Chi può firmarla e cosa deve contenere

La dichiarazione la firma il responsabile tecnico dell'impresa installatrice abilitata, cioè una ditta iscritta in Camera di Commercio con i requisiti per gli impianti elettrici. Nessun altro può rilasciarla: non il geometra, non l'amministratore, non l'elettricista hobbista senza impresa. È il motivo per cui la scelta di chi fa i lavori e la possibilità di avere il documento sono la stessa cosa.

Una DiCo completa non è un foglio solo. Insieme al modulo firmato devono esserci gli allegati obbligatori, e vale la pena controllarli al volo quando la ricevi:

  • Progetto dell'impianto o schema dell'intervento, secondo i casi previsti dal decreto.
  • Relazione con la tipologia dei materiali utilizzati.
  • Riferimento a eventuali dichiarazioni precedenti o parziali.
  • Copia del certificato di riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali dell'impresa.
  • Dati completi: committente, immobile, descrizione dell'intervento, data e firma del responsabile tecnico.

A cosa ti serve concretamente negli anni

Finché tutto va bene, la DiCo dorme in una cartellina. Poi arriva il momento in cui la cercano tutti. Vendi casa: il notaio o l'acquirente chiedono la documentazione degli impianti, e averla evita trattative al ribasso. Affitti: consegnare un impianto documentato ti tutela se poi succede qualcosa. Fai un allaccio nuovo o aumenti la potenza: il distributore può richiederla. Un sinistro di origine elettrica: l'assicurazione la vuole vedere prima di parlare di risarcimento.

C'è anche un valore più silenzioso. La dichiarazione dice chi ha fatto cosa e quando: tra dieci anni, l'elettricista che metterà mano al tuo quadro capirà la storia dell'impianto da quei fogli invece di andare a tentoni. Per questo il consiglio pratico è uno solo: una cartellina dedicata, fisica o scansionata, con tutte le DiCo, gli schemi e le verifiche, insieme al rogito e alla planimetria. Costa cinque minuti per ogni lavoro.

Domande frequenti

La dichiarazione di conformità ha una scadenza?

No, la DiCo non scade: fotografa la conformità dell'impianto al momento del lavoro. Ogni intervento successivo genera però la sua dichiarazione, che si aggiunge alle precedenti. L'insieme racconta la storia dell'impianto, per questo vanno conservate tutte, anche quelle dei lavori piccoli.

Quanto costa farsi rilasciare la dichiarazione di conformità?

Il documento in sé è parte del lavoro: l'impresa è obbligata a rilasciarlo e il suo costo è normalmente compreso nel preventivo dell'intervento. Diffida di chi propone uno sconto per un lavoro senza carte: stai rinunciando all'unica prova che l'impianto è stato fatto a regola d'arte.

Senza dichiarazione di conformità posso vendere casa?

Sì, la vendita resta possibile: la legge non impone la DiCo per il rogito, e spesso si vende con una clausola in cui l'acquirente accetta lo stato degli impianti. In pratica però l'assenza del documento pesa sulla trattativa e sul prezzo. Se manca, esistono strade per regolarizzare, da valutare con un professionista.

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