Conformità e normative · Da professionista

DiCo e DiRi: qual è la differenza per un impianto elettrico esistente?

Pubblicata il 7 agosto 2026 · A cura della redazione di Il Miglior Elettricista

In breve: La DiCo (dichiarazione di conformità) viene rilasciata dall'impresa installatrice a fine lavori e attesta che l'impianto è fatto a regola d'arte. La DiRi (dichiarazione di rispondenza) serve invece per gli impianti realizzati prima del DM 37/08 quando la DiCo manca o è introvabile, e la rilascia un soggetto qualificato dopo un sopralluogo.

Due documenti per due situazioni diverse

Il notaio ti chiede le carte dell'impianto elettrico, tu apri il cassetto e trovi solo la garanzia del frigorifero. È lo scenario tipico in cui saltano fuori due sigle che sembrano gemelle e non lo sono: DiCo e DiRi. Entrambe parlano di impianti, entrambe finiscono in una compravendita o in una pratica, ma nascono in momenti opposti della vita dell'impianto.

La DiCo, dichiarazione di conformità, si rilascia a lavoro appena finito: l'impresa abilitata che ha appena installato, ampliato o modificato l'impianto certifica quello che ha fatto lei stessa. La DiRi, dichiarazione di rispondenza, guarda invece all'indietro: certifica che un impianto già esistente, costruito in passato da chissà chi, risponde alle regole della sua epoca. È il documento del recupero, pensato per le case dove la DiCo non è mai esistita o si è persa nei traslochi.

Quando si usa l'una e quando l'altra

La discriminante principale è la data. Il DM 37/08 è entrato in vigore il 27 marzo 2008, e la DiRi è prevista proprio per gli impianti eseguiti prima di quella data, quando la dichiarazione di conformità non è stata prodotta o non è più reperibile.

  • Fai lavori oggi sull'impianto (nuovo, ampliamento, manutenzione straordinaria): DiCo, rilasciata dall'impresa che esegue i lavori. Non c'è alternativa.
  • Impianto realizzato prima del 27 marzo 2008, senza DiCo reperibile: puoi far redigere la DiRi, dopo sopralluogo e verifiche.
  • Impianto realizzato dopo quella data senza DiCo: la DiRi non è la scorciatoia prevista per questo caso. Serve rintracciare l'impresa che fece i lavori o valutare con un professionista come regolarizzare, a volte con interventi di adeguamento seguiti da una nuova DiCo.
  • Impianto vecchio ma con la DiCo dell'epoca conservata: sei a posto così, la DiRi non serve.

Chi può rilasciare la DiRi e come funziona in pratica

La dichiarazione di rispondenza non la può firmare chiunque. Il DM 37/08 la riserva a professionisti iscritti all'albo con specifica competenza tecnica nel settore, che abbiano esercitato la professione per almeno cinque anni nell'ambito impiantistico, oppure a responsabili tecnici di imprese abilitate con pari esperienza. In parole povere: qualcuno che di impianti elettrici vive, e che si assume la responsabilità di quello che dichiara.

Il percorso tipico è questo: sopralluogo, esame di quadro, protezioni, messa a terra e stato dei conduttori, qualche misura strumentale, e poi il verdetto. Se l'impianto risponde alle regole della sua epoca ed è in condizioni accettabili, la DiRi viene redatta. Se emergono carenze, il professionista indica prima gli interventi necessari: capita spesso che per arrivare al documento si debba sistemare qualcosa, tipicamente differenziale o collegamenti di terra. Come spesa, tra verifica e redazione si parla indicativamente di 150-400 euro, esclusi eventuali lavori di sistemazione; il preventivo puntuale dipende da dimensioni e stato dell'impianto.

Domande frequenti

La DiRi vale quanto una DiCo?

Ai fini pratici sì: per gli impianti precedenti al DM 37/08, la dichiarazione di rispondenza tiene luogo della dichiarazione di conformità mancante. Compravendite, allacci e pratiche la accettano allo stesso modo. Resta il fatto che ogni lavoro nuovo sull'impianto genererà comunque la sua DiCo.

Per la DiRi devo prima adeguare l'impianto alle norme di oggi?

No: la DiRi attesta la rispondenza alle regole in vigore all'epoca di realizzazione dell'impianto, non agli standard attuali. Se però l'impianto presenta carenze di sicurezza rilevanti, il professionista non firmerà finché non vengono sistemate. È una garanzia per te, prima ancora che per la carta.

Quanto tempo ci vuole per ottenere una dichiarazione di rispondenza?

Se l'impianto è in ordine, tra sopralluogo, misure e redazione si chiude in genere in pochi giorni. I tempi si allungano quando servono lavori di sistemazione o quando la documentazione dell'immobile va ricostruita. Per una compravendita conviene muoversi con qualche settimana di anticipo.

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