Aumento da 3 kW a 4,5 o 6 kW: bisogna adeguare anche cavi e quadro?
In breve: L'aumento da 3 kW a 4,5 o 6 kW avviene sul contatore, ma l'impianto di casa deve poter reggere la potenza nuova: cavi della dorsale di sezione adeguata, quadro con protezioni dimensionate e differenziale funzionante. Su impianti recenti spesso è già tutto pronto; su impianti datati serve la verifica di un elettricista abilitato prima di caricare di più.
Il contatore si aggiorna in un click, i tuoi cavi no
L'aumento di potenza oggi è quasi banale: una richiesta al fornitore, il distributore aggiorna il contatore da remoto, e in pochi giorni hai 4,5 o 6 kW disponibili. La parte che nessun operatore telefonico ti spiega è che da quel momento l'impianto di casa può essere attraversato da più corrente di prima, e i cavi nei tuoi muri sono sempre gli stessi.
Con 3 kW, la corrente massima si aggira sui 13 ampere. Con 6 kW si arriva verso i 27. Una dorsale vecchia da 2,5 millimetri quadrati, che con 3 kW viveva tranquilla, con 6 kW ai carichi pieni lavora al limite e scalda. Il contatore nuovo non protegge i tuoi cavi: quello è compito delle protezioni nel tuo quadro, se sono dimensionate bene.
Cosa deve reggere l'impianto: i tre punti critici
Quando l'elettricista valuta un impianto in vista dell'aumento, guarda soprattutto tre cose:
- La dorsale: il cavo che va dal contatore al quadro di casa. È il tratto che porta tutta la potenza; per 6 kW serve in genere una sezione di almeno 6 millimetri quadrati, e nei vecchi impianti spesso non c'è.
- Il quadro e le sue protezioni: l'interruttore generale e i magnetotermici devono essere coordinati con la sezione dei cavi che proteggono. Aumentare la potenza senza toccare le protezioni può lasciare tratti scoperti.
- Il differenziale: il salvavita deve esserci ed essere funzionante. Se l'impianto ne è privo, l'aumento di potenza è l'occasione per rimediare a una mancanza grave a prescindere.
- Bonus: lo stato generale. Prese che tengono male, scatole piene di giunzioni improvvisate, linee uniche per tutta la casa: più potenza su un impianto così amplifica i difetti.
Impianto recente o datato: due scenari diversi
Se l'impianto è stato rifatto negli ultimi 15-20 anni con dichiarazione di conformità, è probabile che sia già predisposto: le norme CEI 64-8 hanno portato a dimensionamenti con margine, e in molti casi l'aumento a 4,5 kW non richiede alcun lavoro. Una verifica resta comunque una buona idea, soprattutto per il salto a 6 kW.
Se invece l'impianto ha 30-40 anni, magari con cavi in tessuto o senza filo di terra in alcune stanze, il discorso si ribalta: prima si mette in sicurezza l'impianto, poi si aumenta la potenza. Sembra una scocciatura, ma è la sequenza giusta anche economicamente: adeguare la dorsale e il quadro costa indicativamente da 300 a 800 euro a seconda dei casi, e farlo insieme all'aumento evita di pagare due volte l'uscita. Ogni intervento va chiuso con la dichiarazione di conformità del DM 37/08.