Linea elettrica per climatizzatore: quando serve un circuito dedicato?
In breve: Un piccolo monosplit (assorbimento sotto 1 kW) può funzionare su una presa esistente in buono stato, ma per multisplit, macchine potenti o uso in pompa di calore serve una linea elettrica dedicata dal quadro, con protezione propria. La valutazione e il collegamento spettano a un installatore abilitato, con dichiarazione di conformità.
Quanto consuma davvero un climatizzatore
La prima estate col climatizzatore nuovo spesso riserva una sorpresa: la macchina consuma meno di quanto si temeva. Un monosplit da 9000 BTU assorbe indicativamente 700-900 watt in raffrescamento, meno di un asciugacapelli. Un 12000 BTU sta intorno al kilowatt. Sono numeri gestibili per una presa da 16 ampere sana.
Il quadro cambia con i multisplit, che con tre o quattro unità interne possono superare i 2-3 kW di assorbimento, e con l'uso invernale in pompa di calore: lì la macchina lavora per molte ore di fila, con punte allo spunto del compressore e cicli di sbrinamento. Un carico continuativo per giornate intere è esattamente il tipo di lavoro per cui i circuiti dedicati esistono.
Presa esistente o linea dedicata: come si decide
Non c'è una regola unica, c'è una valutazione. Gli elementi che spostano la decisione verso la linea dedicata sono questi:
- Potenza della macchina: sopra il kilowatt e mezzo di assorbimento, o con un multisplit, la linea dedicata è la prassi.
- Uso in riscaldamento: una pompa di calore che gira otto ore al giorno d'inverno merita un circuito suo, con la sua protezione.
- Stato della linea esistente: se la presa vicina all'unità interna è sulla linea che serve mezza casa, ogni sovrapposizione di carichi diventa uno scatto dell'interruttore.
- Posizione dell'unità esterna: se sta in terrazzo o in facciata, spesso serve comunque portare l'alimentazione fin lì, e a quel punto tanto vale farla dedicata.
- Richieste del produttore: molti libretti indicano esplicitamente linea dedicata e interruttore con caratteristiche precise; seguirli protegge anche la garanzia.
Cosa succede se si ignora il problema
Il copione tipico: il climatizzatore viene attaccato con una prolunga alla presa più vicina, tanto "è provvisorio". Poi arriva luglio, la macchina gira tutto il giorno, e la prolunga sotto il divano è calda. Oppure l'interruttore scatta ogni volta che il compressore parte mentre la lavatrice centrifuga. Nessuno di questi segnali va ignorato: i carichi prolungati su collegamenti improvvisati sono tra le cause più comuni di contatti surriscaldati.
La soluzione pulita è una linea dal quadro all'unità, dimensionata dall'elettricista, con interruttore dedicato ed eventuale sezionatore vicino alla macchina esterna. È anche l'occasione per verificare che l'impianto abbia un differenziale funzionante. Il tutto si chiude con la dichiarazione di conformità del DM 37/08, che l'installatore è tenuto a rilasciare.