Installare o sostituire un videocitofono: quando va modificato l'impianto?
In breve: Sostituire un videocitofono con un modello compatibile della stessa famiglia di impianto di solito non richiede modifiche. L'impianto va invece modificato quando si passa da citofono a videocitofono su cavi vecchi, quando il sistema è di una tecnologia diversa o quando si aggiungono monitor. La valutazione e il lavoro spettano a un installatore abilitato.
La domanda vera: cosa c'è dentro i tuoi muri
Il videocitofono nuovo lo scegli in dieci minuti sul catalogo. Il problema è quello che non si vede: i cavi che corrono nei muri del palazzo, posati magari trent'anni fa per un impianto che doveva solo suonare e far parlare. È da lì che dipende tutto, altro che estetica del monitor.
Gli impianti citofonici appartengono a famiglie diverse: i vecchi sistemi analogici con tanti conduttori, dove ogni funzione aveva il suo filo, e i moderni sistemi digitali a due fili, dove tutto viaggia su una coppia sola. Un apparecchio di una famiglia non funziona sull'impianto di un'altra, anche se i morsetti sembrano simili. Ecco perché il videocitofono comprato online "perché era in offerta" così spesso resta nella scatola.
Quando basta cambiare l'apparecchio e quando no
In sintesi, le situazioni tipiche:
- Sostituzione con modello compatibile: se il monitor nuovo appartiene alla stessa famiglia tecnologica del tuo impianto, il tecnico lo collega ai morsetti esistenti. Un'ora di lavoro, nessuna modifica.
- Da citofono a videocitofono in un impianto già video: se il palazzo ha già la telecamera alla pulsantiera e tu hai solo l'audio, spesso si aggiunge il monitor sfruttando il montante esistente. Da verificare, ma di solito fattibile.
- Da citofono a videocitofono in un impianto solo audio: qui il segnale video non esiste proprio. Servono una pulsantiera nuova con telecamera e, a seconda dei cavi presenti, il passaggio a un sistema a due fili. È una modifica vera, che coinvolge il condominio.
- Impianto molto datato o fuori produzione: se i ricambi non esistono più, ogni sostituzione diventa l'occasione per rifare il sistema. I moderni impianti a due fili spesso riutilizzano una coppia dei vecchi conduttori, evitando di rompere i muri.
- Monitor aggiuntivo in un'altra stanza o funzioni smart (risposta dallo smartphone): dipende dal sistema; a volte basta un modulo, a volte serve rivedere l'alimentazione dell'impianto.
Condominio, regole e chi deve fare il lavoro
Se vivi in condominio, ricorda che pulsantiera, alimentatore e montanti sono parti comuni: sostituire il tuo monitor interno è affar tuo, ma qualsiasi modifica alla pulsantiera o al sistema va concordata, di solito passando dall'amministratore. Il caso classico è proprio il passaggio a videocitofono: la telecamera esterna serve tutti, quindi la decisione non può essere di un condomino solo.
Quanto all'esecuzione, il collegamento di apparecchi all'impianto e a maggior ragione le modifiche sono lavori da installatore abilitato ai sensi del DM 37/08. Non è pignoleria: nelle scatole di derivazione i conduttori del citofono convivono spesso con altri circuiti, e un collegamento sbagliato può mettere fuori uso il montante di mezza scala. In più, per le modifiche, l'installatore rilascia la dichiarazione di conformità.
Sui costi, giusto per orientarsi: la sostituzione semplice di un monitor compatibile si aggira in genere tra 150 e 400 euro tutto compreso, mentre il rifacimento di un impianto condominiale a due fili si valuta a preventivo, con sopralluogo. Diffida dei numeri sparati al telefono.