Presa elettrica esterna esposta alla pioggia: come deve essere protetta?
In breve: Una presa elettrica esterna esposta alla pioggia deve avere un grado di protezione adeguato (in genere almeno IP55 se battuta dall'acqua), coperchio a molla o membrana, scatola stagna e un differenziale a monte. Se la tua ha lo sportellino rotto o segni di ossido, va sostituita da un installatore abilitato.
Quella presa sul balcone che nessuno guarda mai
C'è quasi in ogni casa: la presa sul terrazzo per le luci di Natale, quella in giardino per il tagliaerba, quella in cortile montata trent'anni fa. Poi un temporale, il salvavita che scatta, e ti accorgi che la presa elettrica esterna esposta alla pioggia ha lo sportellino spezzato e l'acqua dentro.
L'esterno è un ambiente ostile per il materiale elettrico: pioggia battente, umidità di notte, sole che infragilisce la plastica, sbalzi termici. Una presa da interno messa fuori dura poco e male, e quando cede non si limita a smettere di funzionare: disperde corrente.
Come si riconosce una presa esterna fatta bene
Le sigle sulla scatola dicono quasi tutto. Il grado IP indica quanto l'involucro resiste a polvere e acqua: il secondo numero è quello dell'acqua.
- IP44: protetta dagli spruzzi. Va bene in posizioni riparate, sotto una tettoia o un balcone che copre.
- IP55 o superiore: protetta dai getti d'acqua. È il riferimento per punti davvero esposti alla pioggia.
- Coperchio a molla o membrana che richiude da solo: se resta aperto o è crepato, la protezione dichiarata non vale più.
- Scatola stagna con passacavi integri: l'acqua che entra dal cavo è una via d'ingresso classica.
- Differenziale a monte sul circuito: con l'umidità le dispersioni sono più probabili, e il salvavita è l'ultima rete di sicurezza.
Cosa puoi controllare tu, a colpo d'occhio
Senza toccare nulla, un giro di ispezione visiva dopo l'inverno rivela molto: sportellini rotti o induriti, plastica sbiadita e crepata, tracce verdi o bianche di ossido nei fori, gocce di condensa dietro il coperchio trasparente. Se il salvavita scatta quando piove e si riarma quando torna il sole, la firma è quasi sempre di una presa o di una scatola esterna che imbarca acqua.
In quel caso la mossa giusta è smettere di usare quel punto e segnalare al tecnico cosa hai osservato. Da evitare invece i rimedi arrangiati che si vedono spesso: il sacchetto di plastica col nastro adesivo, la ciabatta da interno lasciata fuori "tanto è sotto al tavolo", la prolunga che passa dalla finestra tutto l'anno. Sono soluzioni che funzionano finché non piove nel modo sbagliato.
L'intervento del tecnico e i costi tipici
Sostituire una presa esterna deteriorata con una stagna di grado adeguato costa in genere tra 70 e 150 euro; aggiungere un punto nuovo all'esterno dipende dal percorso del cavo e può andare indicativamente dai 150 ai 350 euro. L'installatore verifica anche che il circuito abbia il differenziale e che i collegamenti siano fatti con componenti da esterno, non con nastro isolante e speranza. Se stai attrezzando il giardino con luci, irrigazione o una presa per gli attrezzi, fatti fare un progettino unico: costa meno di tre interventi separati.